Una giornata di confronto e conoscenza tra Scalo di Furno e Torre Chianca, promossa dal Comune di Porto Cesareo con il Parco Sommerso e Costiero, il CEA e l’Università del Salento – Gruppo ArcheoSub. Al centro, il coinvolgimento degli operatori locali nella fruizione consapevole del patrimonio archeologico costiero e sommerso.

Una giornata dedicata alla conoscenza diretta del patrimonio archeologico di Porto Cesareo e al rafforzamento del rapporto tra ricerca, istituzioni e territorio. È questo il senso dell’Educational rivolto agli operatori del territorio, svoltosi tra Scalo di Furno e Torre Chianca, nell’ambito delle attività del Parco Sommerso e Costiero di Porto Cesareo.
L’iniziativa ha coinvolto alcuni dei principali attori che operano quotidianamente nell’accoglienza e nella relazione con i visitatori della città, con l’obiettivo di condividere strumenti, conoscenze e responsabilità legate a un patrimonio che costituisce una parte essenziale dell’identità culturale di Porto Cesareo.
La giornata, avviata alle 9:30, si è aperta con l’intervento dell’Assessora e Consigliera comunale Anna Peluso, che ha sottolineato il valore del Parco come risultato di un sogno coltivato nel tempo: non soltanto un progetto di valorizzazione, ma un luogo di cultura, conoscenza e ricerca capace di rappresentare il rapporto profondo tra Porto Cesareo e il proprio mare.
A seguire, la Prof.ssa Rita Auriemma, direttrice scientifica del Parco per l’Università del Salento, ha ripercorso le principali tappe della ricerca archeologica condotta nell’area e il percorso che ha portato alla costruzione dell’attuale sistema di conoscenza, tutela e fruizione del patrimonio sommerso e costiero.
Nel suo intervento, Auriemma ha insistito sul carattere “familiare” del rapporto con il patrimonio: qualcosa nel quale una comunità può riconoscersi, qualcosa a cui apparteniamo e che, allo stesso tempo, ci appartiene. Un rapporto fondato su un reciproco riconoscimento e su una reciproca responsabilità.
Da qui l’invito rivolto agli operatori presenti a considerare la partecipazione all’educational come una forma concreta di alleanza con il patrimonio: conoscere significa anche assumersi la responsabilità di trasmettere correttamente quel valore, contribuendo a renderlo accessibile senza banalizzarlo.
È una prospettiva pienamente coerente con i principi della Convenzione di Faro, che riconosce il ruolo delle comunità nella costruzione del valore del patrimonio culturale e promuove forme di partecipazione, accessibilità e responsabilità condivisa.
Scalo di Furno: un paesaggio trasformato dal tempo
La prima tappa dell’Educational è stata Scalo di Furno, dove la Prof.ssa Auriemma, con il supporto dell’archeologa e guida del Parco Giovanna Maggiulli, ha accompagnato gli operatori nella lettura del sito e del suo contesto.
Sul promontorio di Scalo di Furno sono conservati i resti di un villaggio fortificato, abitato tra il XV e la prima metà del XIV secolo a.C. e frequentato fino all’età arcaica.
Nel II millennio a.C. il paesaggio era profondamente diverso da quello attuale: l’area compresa tra la terraferma e le isole dell’arcipelago di Porto Cesareo non era sommersa come oggi, ma in parte emersa e popolata.
Tra il promontorio e l’isolotto antistante, a una profondità compresa indicativamente tra i due e i tre metri e mezzo, sono stati individuati i resti del terrazzo inferiore dell’insediamento, con elementi riconducibili al probabile sistema difensivo e a un’area sistemata con sottofondo pavimentale, caratterizzata dalla presenza di numerosi frammenti ceramici.
La visita ha permesso di mostrare concretamente come la ricerca archeologica possa leggere insieme terra e mare, ricostruendo paesaggi oggi profondamente trasformati.

Torre Chianca: ricerca, patrimonio e una nuova mostra archeologica
La seconda tappa si è svolta a Torre Chianca, dove la Prof.ssa Auriemma ha introdotto il contesto archeologico di età romana e ha illustrato le prospettive future di valorizzazione del sito.
Sui fondali antistanti la torre sono infatti conservate testimonianze di particolare rilievo, tra cui i resti della necropoli sommersa, il Relitto delle Colonne e il carico di anfore tripolitane.
Nel corso dell’incontro è stato inoltre ricordato che il Comune di Porto Cesareo, sotto la direzione scientifica dell’Università del Salento, sta lavorando alla realizzazione di una mostra archeologica all’interno di Torre Chianca, destinata a rafforzare ulteriormente il ruolo del sito come luogo di conoscenza, interpretazione e accessibilità del patrimonio.
La visita è quindi proseguita sotto la guida dell’archeologo Cristiano Alfonso, componente dello staff del Parco Sommerso e Costiero e già coinvolto nelle attività di scavo e ricerca nell’area.

Un Parco da conoscere, non un servizio turistico
Uno degli elementi centrali emersi durante la giornata riguarda la natura stessa del Parco Sommerso e Costiero di Porto Cesareo.
Il Parco non nasce come un servizio turistico, né come una semplice proposta di intrattenimento o visita. È prima di tutto uno strumento pubblico di conoscenza, tutela e fruizione del patrimonio culturale, fondato sulla ricerca scientifica e sulla restituzione dei suoi risultati alla comunità.
Per questo il coinvolgimento degli operatori del territorio assume un valore strategico.
Chi ogni giorno entra in relazione con persone provenienti da luoghi diversi può contribuire in modo decisivo a trasmettere una corretta conoscenza del patrimonio, orientando i visitatori verso esperienze consapevoli e rispettose e favorendo una comprensione più profonda del territorio.
La collaborazione tra Comune di Porto Cesareo, Parco Sommerso e Costiero, CEA, Università del Salento – Dipartimento di Beni Culturali e Gruppo ArcheoSub, insieme agli operatori e alle comunità locali, diventa così parte integrante di un modello di valorizzazione che non separa ricerca e fruizione, ma le mette in relazione.
Un ringraziamento particolare va all’Area Marina Protetta Porto Cesareo per il costante supporto alle attività scientifiche e divulgative dell’Università del Salento e del Gruppo ArcheoSub. Una collaborazione essenziale per rafforzare conoscenza, tutela e accessibilità del patrimonio costiero e sommerso.
L’Educational rappresenta quindi un passaggio importante in un percorso più ampio: costruire attorno al patrimonio una comunità sempre più informata, partecipe e responsabile, capace di riconoscere nei luoghi archeologici non soltanto una risorsa da mostrare, ma una storia comune da conoscere, proteggere e trasmettere.